Dicono le mie due grosse labbra rosa.
Il destinatario del mio saluto accelera il passo e d’improvviso sembra molto occupato.
-Ciao, ciao. Scusa ma vado proprio di fretta.
Entra nella pizzeria al taglio. Aspetta il suo trancio, guarda fuori tra i vetri appannati.
Cerco di incrociare il suo sguardo. Lo scruto dai miei grandi occhi neri. Unisco le dita della mano destra e me le porto ritmicamente alla bocca. Poi giungo le mani e faccio una smorfia di dolore. Infine con il palmo aperto mi accarezzo la pancia in senso orario.
Mi vede. Si gira dall’altra parte.
-Mangi qui o porti via?
-Porto via, grazie. Prendo anche un dolcetto al forno. Quant’è?
-2,5 euro. Il dolcetto è in promozione.
Addenta la pizza e mette il dolcetto dentro il fazzoletto, in tasca.
Esce dal locale e comincia a mangiare la pizza.
-Ti prego, ho tanta fame. Aiutami.
-Senti, lasciami in pace. Se permetti mi faccio un grosso un culo dalla mattina alla sera. Penso proprio di meritarmelo questo pezzo di pizza. Poi se aiuto te devo aiutare tutti.
-Non è vero. Guarda quanto è grande la tua pizza. Dammi un pezzo.
-Senti, tieni. Questo è per te.
Tira fuori dalla tasca il dolcetto e me lo porge.
Scuoto la testa.
-Io voglio la pizza.
Masticando: -Ma scusa ti sto dando il dolcetto. Guarda che è buono.
Gli sputo.
Allora fa un passo indietro, allarga le braccia, prende il fazzoletto e comincia ad asciugarsi il cappotto.
-Ma tu guarda che stronzo…
