Monthly Archive for October, 2011

Consigliato da mia Zia

Non ci sono paragoni

-Anfami! Fatece entrà li mortacci vostra!

-Ahò, ancora che spignete?! Dovete daspettà. Dentro è pieno deggente…

-E perchè fori nu è pieno?

- Nun so problemi mia. Ve potevate svejà prima… E nun spignete! Annate ndietro, pefavore?

-Oh ancora chensiste questo… Ascortace n’attimo Chicco… Ce dovete da fa entrà in sto cazzo de negozio anacapito? Subbito.  Abbiamo perso i nostri giorni de lavoro pe venì qua! Abbiamo dormito su sti marciapiedi zozzi. Se semo fatti ore de traffico. Mò te ce fai entrà! Hai capito mò?!

-Perchè io nun sto a lavorà vè? Pe motivi de sicurezza nun ve posso fà entrà a tutti. Finita. E fateme npiacere, và dovete da smetté de spigne!

-Nun ce ne frega ncazzo, li mortacci tua, ma che nu o vedi quanti cazzo semo?! Ce devi da fà entrà ebbasta! Se stanno a comprà tutto gli altri, ma che ancora nai capito… Ce stanno a lascià e briciole… Te nun ce poi impedì de magnaccele.

La pressione della fila fa cadere una vetrina.

Questa è la storia di un ciclista che in una giornata di pioggia, mentre pedala e tiene l’ombrello con la mano destra, ringrazia il tassista che gli ha dato la precedenza con la mano sinistra, e cade.

Pronto?

Ore 14 e 15 minuti. Sento la suoneria del mio telefono. Sullo schermo “Numero sconosciuto”. Ho appena parlato con il Bar dell’angolo. Chiederà conferma dei panini. Attacco subito.

-T’ho detto due crudo e mozzarella e un caprese. Stavolta ricordati le gazzose…

-C’è una comunicazione per te. Vuoi ascoltarla?

Un robot dalla voce femminile comincia a interloquire gentilmente.

-Se sì premi “uno”.

Premo il tasto corrispondente al numero “uno”. Incalza.

-Per confermare la tua identità, digita le ultime due cifre dell’anno della tua nascita.

Premo i tasti corrispondenti ai numeri “otto” e “sei”.

-Il tuo codice pratica è “nove””zero””uno””quattro””sei”.

-Immagino ti stia divertendo vocetta molto simpatica, ma io ho da fare e…

Mi interrompe.

-Vuoi parlare con un operatore? Se sì premi “uno”.

-Certo che voglio parlare con un operatore. Passamelo subito e piantiamola con questa farsa.

Premo il tasto corrispondente al numero “uno”. Esordisce un uomo:

-Allora Signor Rossi, ha intenzione di pagare o no?

-Chi è scusi?

-Recupero crediti.

-Chi e per quale motivo…

-Signor Rossi, non ci perdiamo in chiacchere. Vuole pagare il suo debito o no?

-Ma quale debito scusi?

-Lei ha una vaga idea di quante persone come lei io ascolti fare i furbetti tutti i giorni?

-Ma come si permette, lei non mi conosce neanche!

-Signor Rossi, non si scaldi. Anche se insulta me o la mia famiglia, non mi interessa. Lei non mi conosce.

-Guardi che io non la ho insultata…

-Signor Rossi, non divaghi… Nella sua pratica vedo una serie di debiti insoluti. Lei ha solo venticinque anni. E’ questa per caso la sua professione?

Mi alzo in piedi con la cornetta incastrata tra guancia e spalla. Sbatto le mani sul tavolo. Urlo.

-Mi stia a sentire: tutto questo è assurdo! Non ho intenzione di stare qui ad ascoltare qualche sconosciuto che al telefono insinua fatti gravissimi sulla mia reputazione.

-Signor Rossi. Mi sembra di capire che Lei non voglia pagare. Non c’è nessun problema, procederemo ugualmente per vie “legali”.

-In che senso vie “legali”?

-Abita sempre allo stesso indirizzo?

Dillo falso. Dillo falso. Dillo falso. Dillo falso. Dillo falso. Dillo falso.  

-Non ricordo…

-Capisco. Allora arrivederci e tante care…

-No, aspetta! Come posso pagare?

Lo sapevo che sarebbe andato tutto per il verso giusto

Questa e’ la storia di un signore anziano che su un treno veloce, mentre schiaccia il pulsante per aprire la porta automatica che collega due vagoni, non riesce a passare con il suo carrellino prima che la porta si richiuda.




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