Monthly Archive for August, 2011

Storie d’estate

Entro in bagno.

Con una mano mi slaccio i pantaloni. Con l’altra tengo il telefono vicino la guancia. Parlo. A operazione completata mi adagio elegantemente sulla tazza.

Una volta seduto sento:”Mi senti? Pronto?! Pronto mi senti?!”. Poi più nulla. Un silenzio assordante.

“Ti posso richiamare?” sbiascico a voce molto bassa. Mi cade il telefono dalla mano.

Un serpente mi striscia davanti ai piedi.

Con le braghe calate tentono all’indietro. Inciampo nella cintura dei pantaloni. Cado. Mi rialzo immediatamente. Lo guardo fisso.

Cerca di arrampicarsi sulla parete della vasca da bagno. Dal telefono:”Mi senti?! Tutto bene?! Cos’è questo casino?”.

Mi allontano a sufficienza per guardarlo in sicurezza. Continua a cercare di scappare dalla vasca. Non ci riesce.

“C’è un cazzo di serpente nel bagno! Hai capito!? C’è un fottuttissimo serpente davanti al cesso!”

“Ti senti bene? Hai bevuto qualcosa? Che ti stavo dicendo…”

“Ehi vaffanculo! Si vede la lingua! Quella merda sibila!”

“Fagli vedere il tuo di serpente, così state pari. Ci sentiamo dopo…”

“E se è velenoso? Che faccio se è velenoso?”

Si sente solo il ritmo della connessione telefonica interrotta. TU-TU-TU-TU.

Mi tiro su le braghe. Corro fuori dal bagno.

“Aiuto c’è un serpente nel bagno! Aiuto!” Urlo dalla finestra. Il condominio è deserto. Sento solo la mia eco.

Prendo la scopa, la paletta e lo carico in fretta. Lo metto in una busta e poi lo libero nel giardino. E se mi salta addosso mentro chiudo la busta?

Lo devo uccidere. Non ho altra scelta. Ho bisogno della scopa. Dov’è quella maledetta, mi muovo piano, è dietro la porta.

Ci vuole calma. Mi avvicino lentamente. Poi mi immagino quello che sta per succedere e mi sento in colpa. Sembra innocuo. Vado comunque avanti. Anzi, mando avanti la scopa. Cerco di farlo uscire dall’angolo per poi colpire. Mi prefiguro un colpo secco che ci tolga dalla situazione entrambi. Penso di essere una merda. Quando la scopa è a pochi centimetri quel rettile in apparenza innocente solo un pò viscido comincia a emettere il suo tipico verso. Soffia. Soffia veramente forte che ogni eco è un lungo brivido. Si mette in piedi.

In questo momento non sono più del parere che sia pacifico.

Comincia la battaglia.

Sferzo il famoso primo colpo. Lo schiva abilmente. Contrattacca con un morso sul manico.

Sono tecnicamentee un’altra persona.

Cambio strategia e cerco di mettergli pressione con l’intera superficie della scopa per avvicinarmi poi più facilmente al cranio. Il suo punto debole. Quello stronzo continua a soffiare a bocca aperta. Mostra la lingua. Coraggio da vendere.

Il mio piano funziona riesco a tenerlo fermo con lo scopettone. Cerco di controllare la situazione. Lo faccio con talmente tanto impegno che si spezza il manico esattamente in due. Il serpente è libero dalla mia morsa e veramente incazzato. Mi striscia incontro. Lì comincio a non ragionare più e continuo a colpirlo su tutto il corpo con la parte del bastone rimastomi in mano. Mi fermo solo quando vedo del sangue sulle piastrelle.

Non si muove più. Mi avvicino per controllare. Ha la bocca aperta ed è riverso. Lo tocco con il bastone. Ha uno scatto. Rabbrividisce anche l’ultimo pelo del mio culo.

Lo finisco con un colpo preciso al cranio.

Ora vado a letto.

 




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