Monthly Archive for June, 2011

C.d.A.

Strisce

Nella storia l’essere umano si è sempre dovuto ingegnare.

Quando bisognava attraversare i fiumi ha inventato i ponti. Per attraversare gli oceani ha pensato agli aerei.

Per attraversare le strade ha inventato le strisce.

Ebbene io voglio molto bene alle strisce.

In Italia il Codice della Strada prevede che:

Art. 191 – Comportamento dei conducenti nei confronti dei pedoni

  1. Quando il traffico non è regolato da agenti o da semafori, i conducenti devono fermarsi quando i pedoni transitano sugli attraversamenti pedonali. Devono altresì dare la precedenza, rallentando e all’occorrenza fermandosi, ai pedoni che si accingono ad attraversare sui medesimi attraversamenti pedonali. Lo stesso obbligo sussiste per i conducenti che svoltano per inoltrarsi in un’altra strada al cui ingresso si trova un attraversamento pedonale, quando ai pedoni non sia vietato il passaggio.

Questa regola non viene rispettata. Mai.

Io impazzisco.

Oggi ad esempio avevo deciso di togliermi la vita. Così, tanto per fare una prova. Ho pensato che solo i grandi artisti muoino investiti. Allora mi sono messo sul bordo del marciapiede, in corrispondenza dell’attraversamento pedonale, ho guardato a destra e sinistra, preso un bel respiro, chiuso gli occhi e disteso il primo passo verso il vuoto.

Una volta che mi sono trovato quasi in mezzo alla strada, ho avuto paura. Sentivo violenti spostamenti d’aria da tutte le direzioni. Clacson. Ho quindi deciso di aprire gli occhi. Volevo tornare a vivere ma in quel momeno non era facile. Alla mia destra un autobus, lanciato verso l’imperdibile arancione del semaforo pochi metri più avanti, non si ferma. Decido comunque di guadagnare qualche centimetro in avanti. Sarei scattato subito dopo per guadagnarmi meritatamente il marciapiede. Se non fosse che un motorino, un pò come quegli uccellini attorno agli elefanti, decide di accellerare sfruttando la scia aerodinamica creata dall’autobus. Mi vedo costretto a retrocedere.

Fisicamente. Non moralmente.

Infatti, infastidito da questo atteggiamento prevaricatore allungo una gamba in avanti, rimanendo su un piede solo in equlibrio. Il mio gesto, non violento, era atto a stigmatizzare la eccessiva vicinanza tra me pedone e il nemico moto ciclista. Aggiungo mestamente:

“Ah stronzo! Ma che nu e vedi le strisce?”

Questa formula consolidata è solitamente abbastanza efficace. Anche se il motociclista tende a non fermarsi per dialogare, dà un’occhiata allo specchietto, prosegue la crociera, magari solleva una mano e dal labiale si legge:

“Ma vaffanculo va! Sto rompi cojoni”.

In quel caso io, come cittadino, sono molto soddisfatto.

Stavolta no.

Il motociclista frena. Si arresta pochi metri dopo. Come un pinguno poi spinge con le piante dei piedi nella direzione opposta a quella di marcia. Si trova esattamente davanti a me. Sulle strisce.

Non saprei dire quanto fosse vicina la sua faccia alla mia. Ora non ricordo. Posso comunque dire con esattezzza cosa aveva mangiato visto che vedevo perfettamente tra le intersezioni dei suoi denti.

“Ma che non l’hai visto che c’era l’autobus?”

“Certo che l’ho visto l’autobus. Ma che c’entra. Si doveva fermare pure lui.”

“Ah si? Te m’hai dato ncarcio.”

“Non è vero.”

Seduta alle spalle del motociclista. Una ragazzina. Le darei 16 anni. E’ imbarazzata. Si guarda attorno con le braccia conserte. In silenzio.

“Come lei sa, perchè immagino Lei abbia la patente, queste sono le strisce. Io ho la precedenza. Lei si deve fermare.”

“E perchè se no che me fai?”

“Senta, perfavore, se Lei va avanti o indietro io attraverso le strisce e me ne vado”

“No. Io non mu levo manco pe gniente”

“Lei sta facendo l’arrogante.”

Purtroppo la storia finisce così. Con io che me ne vado passando dietro alla moto. E’ stato fortunato. Aveva una minorenne dietro di se. Altrimenti lo avrei spinto. Fatto cadere. E lo avrei picchiato.

Purtroppo non è andata così.

Fausto delle Chiaie

Oggi ho avuto la fortuna di visitare il Museo all’Aria Aperta.

Accanto all’Ara Pacis, sulle recinzioni del Mausoleo, sono esposte le sue opere. Qui un assaggio che verrà diluito nei prossimi giorni.

Speculatori! Mercanti! Vade retrò!

Le opere non sono in vendita.

Fausto delle Chiaie

 

 

 

 

 

 

Pizza Verdi

L’ho sempre detto




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