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Era stata una giornata molto lunga. Tutti quei ragazzi contenti. Parenti, amici. Nell’aria si respirava ancora dell’euforia. Antonio salì le scale munito di scopa e paletta. Entrò in sala e subito si accorse di un ragazzo rannicchiato in un angolo. Eccolo lì il solito ubriaco.
-Su, su, esci. Che qua devo pulire tutto.
-E dove vado io adesso?
-E che me ne fotte a me?!
Il portinaio dell’Università chiedeva gentilmente al neo laureato.
-No, forse non ci siamo capiti, io non ho nessun posto dove andare.
-O Madonna Santissima! Vuoi uscire perfavore?!
-E’ tutta la vita che mi rompete il cazzo! Avevo 5 anni. Mi avete preso e mi avete messo in fila indiana con altri bambini innocenti (e a volte ho dovuto fare anche il capofila)… Mi avete messo addosso un grembiulino blu.
-Se è per questo il grembiule ce l’ho anche io…
-E tutte le mattine alla campanella stare al banco ad ascoltare. Prima pregare, poi ascoltare, ascoltare, ascoltare. Hai ascoltato bene? Cosa ho detto? Non mi hai ascoltato? Ti boccio. Hai imparato a memoria? Ti boccio.
-Annalisa! C’è ne un altro…
-Per 5 anni, dico 5 anni, istruito come una scimmietta. A B C… Mi fosse servito a qualcosa! Poi dici, vabbè, finirà sto strazio. Eh no, altri 3 anni. E fai le medie che ti devi preparare per il Liceo. Il Liceo, che testa che mi avete fatto co sto Liceo. Altri 5 anni. Cominci a pensare che la tua vita consista nell’essere valutato. Insufficiente sufficiente buono distinto ottimo. Mamma, ho preso Ottimo! E poi 3 4 5 5emezzo 6 7 8. Non di più che se no diventi megalomane. Ma non basta. Università. 5 anni, così, per gradire.
-Ora hai finito, te ne puoi andare perfavore che c’è da pulire tutto il porticato dai vostri coriandoli?
-Ma non capisci che tutto questo non ha nessun senso? Io mi sono fatto un culo così per 18 anni, diciotto anni, e adesso mi chiedete di andarmene? Ma voi siete completamente pazzi! Questa è la mia vita. Mia. Siete dei ladri! Ridatemi la mia giovinezza, la mia spensieratezza, allegria (?). A voi in realtà non ve ne frega niente! Avete bisogno di chi vi ascolti eh? Avete bisogno di chi compri i vostri libri. Paghi le vostre tasse!
Nel frattempo si era sdraiato per terra. Piangeva e rideva. Camminava da sdraiato come una lancetta d’orologio. E ripeteva. Stronzi, stronzi, bastardi, merde, vaffanculo.
-Preferivi fare il mio lavoro?




