Monthly Archive for January, 2011

E’ finita

Era stata una giornata molto lunga. Tutti quei ragazzi contenti. Parenti, amici. Nell’aria si respirava ancora dell’euforia. Antonio salì le scale munito di scopa e paletta. Entrò in sala e subito si accorse di un ragazzo rannicchiato in un angolo. Eccolo lì il solito ubriaco.

-Su, su, esci. Che qua devo pulire tutto.

-E dove vado io adesso?

-E che me ne fotte a me?!

Il portinaio dell’Università chiedeva gentilmente al neo laureato.

-No, forse non ci siamo capiti, io non ho nessun posto dove andare.

-O Madonna Santissima! Vuoi uscire perfavore?!

-E’ tutta la vita che mi rompete il cazzo! Avevo 5 anni. Mi avete preso e mi avete messo in fila indiana con altri bambini innocenti (e a volte ho dovuto fare anche il capofila)… Mi avete messo addosso un grembiulino blu.

-Se è per questo il grembiule ce l’ho anche io…

-E tutte le mattine alla campanella stare al banco ad ascoltare. Prima pregare, poi ascoltare, ascoltare, ascoltare. Hai ascoltato bene? Cosa ho detto? Non mi hai ascoltato? Ti boccio. Hai imparato a memoria? Ti boccio.

-Annalisa! C’è ne un altro…

-Per 5 anni, dico 5 anni, istruito come una scimmietta. A B C… Mi fosse servito a qualcosa! Poi dici, vabbè, finirà sto strazio. Eh no, altri 3 anni. E fai le medie che ti devi preparare per il Liceo. Il Liceo, che testa che mi avete fatto co sto Liceo. Altri 5 anni. Cominci a pensare che la tua vita consista nell’essere valutato. Insufficiente sufficiente buono distinto ottimo. Mamma, ho preso Ottimo! E poi 3 4 5 5emezzo 6 7 8. Non di più che se no diventi megalomane. Ma non basta. Università. 5 anni, così, per gradire.

-Ora hai finito, te ne puoi andare perfavore che c’è da pulire tutto il porticato dai vostri coriandoli?

-Ma non capisci che tutto questo non ha nessun senso? Io mi sono fatto un culo così per 18 anni, diciotto anni, e adesso mi chiedete di andarmene? Ma voi siete completamente pazzi! Questa è la mia vita. Mia. Siete dei ladri! Ridatemi la mia giovinezza, la mia spensieratezza, allegria (?). A voi in realtà non ve ne frega niente! Avete bisogno di chi vi ascolti eh? Avete bisogno di chi compri i vostri libri. Paghi le vostre tasse!

Nel frattempo si era sdraiato per terra. Piangeva e rideva. Camminava da sdraiato come una lancetta d’orologio. E ripeteva. Stronzi, stronzi, bastardi, merde, vaffanculo.

-Preferivi fare il mio lavoro?

Siamo in stagnazione

Riporto questo pezzo di Unclesam.

Merita.

Sintetizzando molto, nella teoria economica, lo Stato può svolgere le proprie funzioni assecondando due principi diversi, a seconda delle priorità prefissate:

1) Lo Stato interviene nell’economia ridistribuendo la ricchezza tra gli individui. La cosiddetta “redistribuzione della torta” di Rawls, secondo cui la società migliora la sua situazione se viene aumentato il benessere del più povero.

2) Lo Stato deve favorire la crescita del benessere–>ricchezza–>PIL. Secondo la teoria utilitaristica il benessere sociale è rappresentato dalla somma del benessere di tutti gli individui che la compongono. Vi è un trade-off lineare Benessere = Y(a) + Y(b)

Sono impostazioni molto differenti, non c’e ne è una giusta o sbagliata a prescindere. Dipende dalle priorità degli individui che compongono la collettività.

A mio avviso, entrambi principi sono nobili in senso assoluto. Mettendoli in relazione però tendo a valutarli diversamente:

- Quando la crescita è stabile preferisco il primo. Infatti nelle democrazie moderne ha valore il principio dell’uguaglianza, che in economia non è un concetto proporzionale, ma progressivo (si pensi al sistema di tassazione sul reddito). Questo però genera inefficienza. Principalmente deriva dal processo di trasferimento della ricchezza, ma è anche dovuta al fatto che viene tolto capitale a chi è capace di generarlo e viene dato a chi invece ne fa un uso di consumo, non di investimento. Questa inefficienza, è un costo accettabile se c’è crescita.

- in situazione di stagnazione e all’inizio della fase di crescita tendo a preferire il secondo principio. Molto semplicemente se non ci fosse crescita e benessere nel lungo periodo non ci sarebbe nulla da redistribuire.

Siamo in Stagnazione.

Vasa Vasa

Ecco vedi, praticamente, non so come dirtelo, pare che, ecco, tu sia colpevole. Cioè ci abbiamo provato, non è che non ci abbiamo provato. Solo che non ce l’abbiamo fatta.

E quindi ora che succede. Fatemi capire. Facciamo una leggina. Andiamo in prescrizione. Attacco mediatico. Che strategia abbiamo.

No, no. Mi spiace, ma non hai capito. Abbiamo già fatto il possibile.

Vabè, siamo in appello. Aspettiamo l’ultimo grado di giudizio. Ora lasciatemi lavorare.

Guarda capiamo benissimo il tuo schock. E’ vero. Praticamente tu sei l’unico a pagare. Però è capitato a te.

Ragazzi ma stiamo scherzando? Io sono un Senatore. Non so se voi avete capito. Non ci crederebbe nessuno. Esistono le cose normali e quelle no. Non è normale che io vada in galera. La gente si è abituata. Esistono le consuetudini.

Siamo arrivati.

Mi tirerete fuori?

Ecco i cannoli.

Oggi

La critica

Visto che ormai sono diventato un blogger molto popolare non solo rischio di diventare sottosegretario nel prossimo governo tecnico come questo mio collega ma ho addirittura dei critici!

Paolo Rinaldi

Se l’ho inquadrata bene lei è il solito sinistrato cattocomunista. Io do lavoro a 20 persone con la mia attività, lavoro 13 ore al giorno, sabati e domeniche inclusi. Lei scrive e si riempie la bocca, per altro delle classiche falsità alla Republichella2000. Anche lei con questa storia del legittimo impedimento? Lasciatelo lavorare al primo ministro, ci credo che le riforme non arrivano con in giro tutti questi pm rossi e politicizzati. Andate a lavorare!

Caro Paolo,

sì, è vero, sono cattocomunista e non ti nascondo, in questo periodo storico, le forti contraddizioni del mio essere. Vedi Paolo, in questo blog cerco esattamente di sviscerare queste continue incongruenza al fine di fare chiarezza. Se non per gli altri, almeno per me.

A proposito del lavoro. Ti auguro che tu possa continuare a essere così produttivo come oggi. Ed auguro anche al Primo Ministro di risolvere i problemi del paese. Ce la può fare sicuramente.

Grazie per il tuo commento.

Mauro Mura

insomma basta! BASTA!!!!

Lei, signor blogger, è uno spilorcio, un malparliere, un incosciente!!

Per quale motivo i poveri operai dovrebbero prenderlo in quel posto (come Lei suggerisce)?? Me lo sa spiegare?? Già La immagino, sulla sua comoda poltrona a pensare “Se fossi stato un operaio della fiat avrei votato questo e non quello”…ma Lei, signor blogger, non è un operaio della fiat. Se lo metta in testa una buona volta!!

Lei dice: “goditi la vita”. Ma come si fa a godere della vita quando questo blog sputa fango su tutto, imponendo una trista visione del mondo a chi, invece, ha ancora dei sogni nel cassetto da realizzare!

E inoltre…Lei parla dei giudici. Dei magistrati. Lei ironizza. Ma COME SI PERMETTE!!! Lei è forse laureato in giurisprudenza?!?! scommetto 1000 euro di NO. Io Le scommesse le pago, sono un uomo d’onore io. E Lei???

Io credo che sia giunto il momento, per Lei, di assumersi DEFINITIVAMENTE le responsabilità di quello che scrive.
Di fronte alla legge!

Caro Mauro,

la sua domanda è molto interessante.

il mio post precedente era incentrato su un punto in particolare:

Nella vita, sarà sicuramente daccordo con me, ogni decisione, ogni scelta, ha una conseguenza. Ma come si prende una decisione? Quali sono i criteri con cui si propende per una cosa o per l’altra? Quello che penso, e probabilmente è giusto così, è che si scelga in base al proprio interesse personale.

La cosa curiosa del caso Fiat vs Fiom è che io, proprio come lei intuisco, non ho alcun interesse personale. Anzi forse questo è scorretto. Il mio interesse, anche se remoto, è che le macchine Fiat costino poco e siano di buona qualità. O forse invece, il mio interesse è non creare un precedente di diminuzione dei diritti sindacali se mai sarò operaio o lavoratore dipendente.

E così via per un elenco sostanzialmente senza termine di ipotesi confliggenti.

Vede come è difficile?

Grazie per il suo commento

Miscellanea

Allora questo post lo faccio sulla FIOM vs FIAT.

Lo faccio sugli operai che se la pigliano sempre nel culo. Anzi no. Lo faccio sulla libertà di impresa e sui pregi del capitalismo. Lo faccio su chi parla di libero mercato e si muove solo dove ci sono finanziamenti. Lo faccio su chi ha scelto di fare l’operaio. Su chi non ha scelto di fare l’operaio. Lo faccio su chi accetta il rischio. Lo faccio su chi vuole il posto fisso. Lo faccio su chi “fatti il culo!”. Lo faccio su chi “goditi la vita!”. Lo faccio su chi sta con gli operai e non lo è. Lo faccio su chi “è la legge della jungla”.

No, meglio, questo post è sul legittimo impedimento.

Quindici giudici. Quindici persone, decidono. Giusto o sbagliato. Il Presidente durante il mandato non può essere processato. Punto. Facciamo dopo. Ragazzi, non è che vi fotto, poi il processo lo facciamo veramente, solo più tardi. Evitiamo che la magistratura interferisca nell’attività di governo. Tutto qua. Non c’è bisogno di fare casino.

Ma no, ecco!

Faccio un bel post sul cubano che è venuto in Italia a pulire le caldaie. Faccio un post su quel cubano che ha pagato per venire qui. Ha chiesto ad un suo amico di ospitarlo. E poi giù a lavorare. Tutti i lavori possibili. E lo faccio anche su me che sto lì a guardarlo in pigiama, mentre con l’aspirapolvere fa funzionare meglio la caldaia.

E intanto penso che figata Cuba.

Si, che figata Cuba.

Avevo ragione




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