Monthly Archive for March, 2010

Le ragioni di un voto

Voglio qui ed ora spiegare per chi e perchè voterò. Si parte dal presupposto che non possa esistere un Partito per ogni pensiero, anche se ormai sembra essere questa la tendenza, e che quindi la selezione del Partito sarà figlia di un ragionamento ad esclusione.

Senza perdere tempo. Tutti quei partiti i quali appoggiano politicamente il Partito di Silvio Berlusconi non sono degni di essere valutati. Non per snobismo, ma semplicemente perchè i valori della Democrazia e della Separazione dei Poteri sono imprescindibili nel sistema politico repubblicano. Ogni proposta politica proveniente da questi schieramenti è viziata da eccessiva abnormità per essere considerata.

I partiti ambigui, quelli cioè che una volta sono contro ed una volta a favore di Berlusconi, evidentemente non condividono con me i valori sopracitati, o meglio, li condividono ma solo a volte.

Esiste il centro sinistra. Io, dopo tutto, ancora non ho capito il perchè. O sei di centro, e diciamo che cerchi una mediazione tra destra e sinistra, oppure sei di sinistra. Cosa vuol dire essere di centro sinistra? Vuol dire essere la mediazione della mediazione ed onestamente questo non è il massimo come inizio. Per centro sinistra oggi si intende PD. Io credo che molti dei problemi che oggi ci si presentano siano strutturali. Esempio. Se ho una perdita dal muro, e perchè c’è un tubo rotto. Per il PD bisogna continuare a rimbiancare la macchia sul muro. Non mi va bene.

Non mi va bene neanche che interi partiti politici siano strutturati in opposizione alla persona anzichè all’ideologia. (Idv)

Ho la sensazione che Sinistra e Libertà ed Ecologia, oltre ad essere un partito molto legato alla persona e non all’idea (come l’idv), funzioni un pò da specchio per le allodole, dove li stessi contenuti dei partiti di centrosinistra, vengono venduti in modo diverso ad una fascia di elettorato che per sua natura non voterebbe partiti tanto moderati. Inoltre la classe dirigente di questo partito non sembra essere così discontinua rispetto alle altre (vedi presenza socialista al suo interno).

I radicali, seppur soddisfacenti da un punto di vista della tutela dei diritti, non brillano certo in scelte in campo economico o di politica estera.

In conclusione voterò la Federazione della Sinista. Perchè ne condivido la critica al sistema capitalistico. Perchè ne apprezzo la radice morale sui valori della Resistenza. Perchè non esiste il voto utile. Perchè da più valore ai diritti che ai profitti. Perchè è in contrapposizione con il modello culturale(?) berlusconiano e non contiguo!

Buon voto.

P.S. Detto ciò è evidente che ci siano molte cose su cui lavorare a fondo soprattutto da un punto di vista progettuale e di proposte, però, meglio di chi non va a votare perchè dice che sono tutti uguali.

Istruzioni per l’uso

Si sta votando. Ora alle 2 e 32 in tutta la penisola ci sono nelle scuole degli scatoloni. Custodiscono la volontà di molti cittadini. Se andassero tutti a votare sarebbero 41 milioni di volontà. Ognuna sarà ipoteticamente diversa dall’altra, però, si devono riunire in dei partiti politici che servono a suddividere queste volontà.

Vediamo quali sono le volontà degli italiani. Partiamo da Destra. Se vivi al Nord e sei di atteggiamento un pò diffidente e guardingo probabilmente ti fiderai della Lega. Se vivi al Nord e lo Stato per te è un peso assieme ai quei rompiballe di sindacati, assieme a quel clan di magistrati mangiabambini, allora non resisterai alla tentazione di Silvio con il suo PDL. Se sei per le tradizioni e ti piace che uno decida per tutti vai con Storace che non sbagli.

Centro. Pensi che ogni tanto un pò di carità ci voglia, sei dopotutto sempre un buon cristiano; però guai ad abbondonare la nostra Cultura e le nostre Tradizioni! Voti UDC e ti senti al sicuro dai muslim omossessuali. Se vivi al Sud e pensi le stesse cose non mancare l’appuntamento con l’UDEUR. Magari trovi anche un lavoretto.

Sinistra. Qui viene il bello. Parola d’ordine voto utile. Pensi sia essenziale votare per vincere. Quindi bisogna votare tutti lo stesso per sconfiggere gli amici del centrodestra. Quello che dice è in secondo piano. Il PD fa per te. Ti sta veramente sulle palle Silvio. Non ce la fai più a vedere il paese che ha perso il significato della parola Legalità. Vota Tonino. Anche se poi è un partito programmaticamente di centrodestra. Vabbè. Vorresti una Sinistra giovane. Con un occhio alla ecologia ed uno ai diritti. L’attraente lato B atletico e smagliante del PD. SL è la tua casa. Se invece ti piacciono i programmi politici un pò incompleti ma innovati 5 stelle illumineranno il tuo cammino. Il capitalismo non ti piace e pensi che vincere le elezioni sia un segno di arroganza? Vota federazione della sinistra e sarai soddisfatto.

Voto di scambio

Voto di scambio

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Re per una notte

C’è una forte assonanza. Re per una notte. Rai per una notte. Non lo so se sia voluta dagli autori. Non credo.

Vorrei solo cercare di capire cosa è stato questo evento. Per farlo al meglio proverò a scrivere una lettera ad uno straniero.

Caro Amico, ti scrivo dall’Italia. Paese bello quanto stravagante. Ma questo lo sai anche tu, per mille motivi. E’ successa una cosa, una cosa molto particolare. In questo momento una legge dello Stato impedisce alle trasmissioni televise di approfondimento politico di approfondire argomenti politici. Noterai che di per sè questo è curioso. Ma non è questo il punto.

Il punto è questo. I conduttori televisivi di questi programmi di approfondimento si sono arrabbiati. Tutti insieme hanno quindi deciso di farseli da soli i programmi ed andare in onda comunque anche se non sulle reti dello Stato. Fin qui tutti contenti. Qual’è il problema ti chiederai. Il problema è questo: tutto coloro che questi programmi erano abituati a guardarli ne hanno sentito così tanto la mancanza da scendere nelle piazze a guardare tutti assieme quella che in fondo è una trasmissione di intrattenimento. Tutti insieme a ridere sulle battute dei comici. Ad indignarsi ai resoconti dei cronisti. Ad adulare artisti di dubbio spessore. Tutti passivi. Non un’idea, una proposta che sia uscita da una bocca.

In questo paese si confonde l’intrattenimento con la politica. Per carità meglio questo intrattenimento che quello di molte altre emittenti televisive. Però non è possibile che ci si senta vivi democraticamente come cittadini solo per ascoltare protagonisti della televisione.

Perchè se la politica è diventita questo, si capiscono tante cose.

Ho paura

Laurea

Tu. Studente Universitario. Si, tu. Hai quasi finito. Ti manca poco. Vedi la fine. Stai per finire l’Università. Dovrebbe essere una grande soddisfazione. Tanta fatica sul quel tavolino. Ripensi ai tuoi esami. Quanti frustrati ti hanno giudicato con un orecchio solo. Quanti ne hai presi in giro, e quanto ti sei preso in giro. Stai uscendo da un cerchio dove corri assieme a tante migliaia di persone come te. Un girone. Sai come e quando entri. Come esci no.

Finalmente un vero titolo di studio. Non è vero. E’ un pezzo di carta. Non è vero. E’ la prova che almeno le tasse le hai pagate. Su questo tutti daccordo.

Perchè allora parlarne della Laurea? Per un semplice motivo:

se non avesse valore legale, le cose andrebbero meglio.

Per tutti.

Mi metto in cima alla lista. Non so onestamente se mi sarei messo lì a pensare di passare cinque anni a studiare tante materie diverse con l’unico fine di avere un attestato certificante questo supplizio.

Al secondo posto tutte quelle persone, studenti e non, che invece sono appassionate alle loro materie. Oggi frustrati. Anche loro sarebbero più contenti. Meno gente a riempire le aule. Più soldi. Più riconoscimenti. Studiare per studiare non per aspettare di diventare qualcosa o qualcuno.

Le Università stesse sarebbero più contente; quanto meno quelle a cui interessa promuovere la Sapienza. Infatti cosa succede se le Università da esamifici si trasformano in centri di studio? Che in poco tempo rimarrebbero solo quelle interessate alla ricerca e non al profitto.

Troppo facile?

Nato Imparato

Si. Io invidio Cristian Imparato. Ha 12 anni ed è già arrivato. Ha le sue fan. E’ famoso. Il pubblico lo acclama, strepita per lui. E’ già lanciatissimo verso Amici. E dopo Amici, San Remo. Ed ancora fama e gloria.

Viva la meritocrazia.

Indignazione

Sono una lavoratrice –madre- casalinga del Pubblico Impiego, nella fattispecie: “maestra”, come si diceva una volta. Mi piace molto “maestra”: è carico di significati positivi -ormai arcaici pare!-Infatti non piace più a nessuno. (Forse ispira un senso di stantia moralità, non più di moda.)

Maestra appunto, da 34 anni.

Scrivo perché ho deciso di non tacere più, ho deciso che è ora di urlare all’Italia la mia indignazione, ormai incontenibile. La scrivo a chi vuole “ascoltare” per “ capire” (se c’è ancora qualcuno capace di farlo). Indignazione che investe molti ambiti, e non solo quello in cui lavoro.

Ho deciso di partire da un fatto, accaduto non molto tempo fa, proprio riguardante la scuola, molto efficace, credo, a dare la misura di questo paese: ha fatto molto discutere, se ne è parlato, ma nessuno è riuscito a fare qualcosa (come al solito). Mi riferisco al provvedimento del ministro Brunetta contro i “ fannulloni” del pubblico impiego, (ancora non mi è chiaro se gli organi di governo con uffici e personale annesso e connesso e con i loro organici in continuo aumento rientrino nel provvedimento… ma forse no! Che vado a pensare! Le loro tabelle retributive sono di gran lunga più sostanziose della mia, semplicemente maestra. Ma si capisce, il privilegio di lavorare nei palazzi del potere è antico quanto l’uomo! La sacralità della scrittura e dei conti di Stato!).

I provvedimento impone, al di fuori di ogni regolamentazione sindacale, la ritenuta di una quota di retribuzione per ogni giorno di malattia per i primi 10 giorni. Sempre per essere concreti, esemplifico numeri alla mano (sarebbe più indicato dire al portafoglio): tra gennaio e febbraio mi sono assentata 7 giorni per l’influenza ( gli altri li ho fatti al mio posto di lavoro, con febbre e tosse, perché oggi, se manca un docente non c’è sostituzione, e in genere si va a scuola ammalati per non mettere in difficoltà gli alunni, che vengono distribuiti nelle altre classi, e i colleghi, che si vedono inserire in classe altri bambini nel bel mezzo di una lezione). Per questi 7 giorni mi saranno tolti 63 € cioè 9 € al giorno, ma se avessi meno anni di servizio, vale a dire se fossi più giovane, sarebbero 6,75 €: è il premio all’età e alla carriera: noi del pubblico impiego siamo premiati così! Siccome sono un fannullone non avevo ancora avuto modo di fare i conti del farmacista per verificare l’incidenza della trattenuta sullo stipendio.

Questa norma non solo non colpisce i fannulloni veri, che rimangono impuniti come nella migliore tradizione italiana, ma danneggia chi si ammala: proibito ammalarsi, proibiti gli acciacchi dell’età. Se ti ammali, ti punisco: meno soldi.

Continua

AnnaMaria Paganelli

L’amore vince sempre sull’odio

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La carne è (sempre più) debole

La carne è (sempre più) debole

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